Fatti per la storia

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21gennaio1793 : DECAPITAZIONE DI LUIGI XVI La discussione sulla sorte di Luigi XVI cominciò alla Convenzione il 13 novembre 1792 e si svolse, in maniera serrata e drammatica, per diversi giorni. Su tale argomento la contrapposizione tra girondini e montagnardi divenne sempre più evidente. I girondini affermavano che un processo era illegale perché, secondo la Costituzione del 1791, ancora in vigore, il re era inviolabile; i montagnardi replicavano che non si trattava di celebrare un processo, bensì di compiere un atto politico, poiché Luigi non era un accusato ma un nemico, contro cui non restava che applicare il diritto di guerra. La posizione girondina subì un grave colpo quando il 20 novembre fu scoperto in una parete del palazzo reale un armadio segreto (da quel momento ricordato come "armadio di ferro") contenente la corrispondenza del re coi capi monarchici passati dalla parte del nemico. A quel punto divenne impossibile evitare il processo, che si aprì il 10 dicembre. Il re si difese sin da subito, rivendicando la propria inviolabilità costituzionale e negando l'autenticità delle prove a suo carico. Tutti i deputati giudicarono Luigi colpevole di cospirazione contro la libertà; tuttavia si crearono pareri contrastanti sulla pena da infliggergli. I girondini tentarono di salvargli la vita, mentre i montagnardi, guidati da Robespierre, considerarono la morte del sovrano uno sbocco spietato, ma tuttavia logico e necessario per la rivoluzione. Proprio Maximilien Robespierre pronunciò queste parole durante il processo: "Sono personalmente ostile alla pena di morte...e non ho per Luigi né amore né odio: odio soltanto i suoi delitti. L'ho chiesta io all'Assemblea Costituente l'abolizione della pena di morte, e non è colpa mia se apparvero delle eresie morali i principi umani a cui mi ispiravo. Voi (rivolgendosi ai girondini) che non avete mai pensato di invocare clemenza per tanti infelici, le cui colpe sono minori...(completo su facebook fattiperlastoria storia history rivoluzionefrancese frenchrevolution luigi ghigliottina picoftheday condanna instahistory historic historical instalike instafollow follow4follow follow francia parigi re

10 Hours ago
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LA CONFERENZA DI WANNSEE DEL 20 GENNAIO 1942 Il 31 luglio del 1941 Reinhard Heydrich, capo della polizia di sicurezza e del servizio segreto e comandante dell'RSHA in Boemia e Moravia, si fece rilasciare da Hermann Goring un'autorizzazione scritta che lo autorizzava ad assumere un ruolo centrale nella politica di sterminio attuata dal Terzo Reich. Il passaggio decisivo del documento affermava che Heydrich era incaricato di "presentare in breve tempo un progetto globale circa le misure preliminari di natura organizzativa, pratica e materiale per l'attuazione della auspicata soluzione definitiva della questione ebraica". Heydrich aveva però bisogno di concordare con i rappresentanti dei ministeri e delle altre istanze della burocrazia l'estensione al territorio del Reich delle disposizioni sulla deportazione e lo sterminio degli ebrei, che di fatto era già iniziato, per opera delle Einsatzgruppen, nei territori dell'Unione Sovietica conquistati dalla Wermacht, prima attraverso fucilazioni di massa e in seguito attraverso camere a gas mobili. A tal fine venne convocata il 20gennaio1942 una conferenza alla quale presero parte in tutto 15 persone e che si svolse all'interno di una villa sulla riva del lago Wannsee, poco fuori Berlino. Tra i vari direttori generali di ministeri, alti ufficiali e burocrati nazionalsocialisti presenti, figurava anche Adolf Eichmann, responsabile della Sezione affari ebraici della Gestapo. All'inizio dei lavori Heydrich comunicò ai partecipanti di aver ricevuto l'incarico di preparare la soluzione definitiva della questione ebraica in Europa. In un clima cordiale e passando da un rinfresco all'altro, nel corso di quel fatidico incontro si coordinò e si pianificò l'estensione dello sterminio del popolo ebraico anche nelle aree dell'Europa occidentale e meridionale che fino a quel momento erano state risparmiate. La conferenza, che ebbe anche la funzione di chiarire una volta per tutte che l'unico responsabile in materia di genocidio era Himmler... (Completo su facebook) storia fattiperlastoria history historic historical wannsee conference accaddeoggi storiacontemporanea novecento instalike instafollow picoftheday foto

1 Days ago
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16gennaio1969 Al centro di Praga, in Piazza San Venceslao, lo studente cecoslovacco, Jan Palach, si da fuoco come gesto estremo di protesta contro l’occupazione del suo paese da parte delle truppe sovietiche che hanno stroncato la Primavera di Praga, la rivoluzione democratica reclamata dal popolo cecoslovacco. Palach, 21 anni non ancora compiuti, muore due giorni dopo per le ustioni riportate. L’opinione pubblica è sgomenta, mentre il governo tenta una campagna diffamatoria verso lo studente per sminuirne il suicidio. Dopo di lui altri sette studenti si suicideranno nel silenzio degli organi di informazione. accaddeoggi fattiperlastoria janpalach cecoslovacchia praga storia janpalach storiacontemporanea history novecento dissenso foto fotografia photography photoftheday biancoenero blackandwhite guerrafredda comunismo comunism instalike like4like instafollow follow

5 Days ago
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La sera del 14gennaio del 1858 a Parigi, verso le 20,30, mentre l’imperatore Napoleone III e sua moglie si stavano recando a teatro, tre bombe vennero lanciate contro la carrozza imperiale. I sovrani restarono incolumi all’attentato che provocò 12 morti e 176 feriti. Gli attentatori, tutti italiani, furono arrestati nel corso della notte. La personalità più carismatica all’interno del gruppo era quella di Felice Orsini, un romagnolo che aveva svolto importanti compiti durante la Repubblica romana del 1849 e che in passato aveva preso parte ad altre cospirazioni. L’attentato produsse un’enorme impressione e molti in Italia temettero che l’imperatore avrebbe rotto ogni rapporto con Camillo Benso conte di Cavour. Tuttavia le cose non andarono così. Poco prima di essere ghigliottinato, il 13 marzo, Felici Orsini scrisse a Napoleone una nobile lettera nella quale non chiese la grazia per sé, ma lo pregò di fare qualcosa per la libertà e per l’indipendenza italiana: “Io scongiuro Vostra Maestà di rendere alla mia patria l’indipendenza che i suoi figli hanno perduto nel corso del 1849 proprio per colpa dei Francesi. Vostra Maestà ricordi che finché l’Italia non sarà indipendente la tranquillità dell’Europa e quella di Vostra Maestà saranno solo una chimera. Vostra Maestà ascolti il desiderio supremo di un patriota che sta per salire sul patibolo: liberi la mia patria e la benedizione di 25 milioni di cittadini la seguiranno della posterità.” fattiperlastoria storia NapoleoneIII Orsini attentato Parigi francia storiacontemporanea history ottocento lettera instahistory instalike like4like follow4follow picoftheday instaevening colori esplosione carrozza sera teatro historia historic historical

7 Days ago
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fattiperlastoria augura a tutti voi un buon 2018 :-) parafrasando il sommopoeta, che vitanova sia! dantealighieri dante storia auguri buongiorno buonanno happynewyear annonuovo history instagood instagram instafun instaday picoftheday funtimes funtime historic historical italia italy instalike instafollow followme meme

20 Days ago
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letteredalpassato. Nell’agosto del 1860 Garibaldi ed i suoi uomini, dopo aver liberato la Sicilia, avanzano a ritmi serrati verso la Calabria per risalire la penisola; in quegli stessi giorni Camillo Benso conte di Cavour, primo ministro piemontese, cerca di scongiurare il passaggio di Garibaldi sul continente, e fa di tutto per provocare un’insurrezione filo sabauda a Napoli. Il 9 di quel mese tuttavia Cavour scrive la seguente lettera a Costantino Nigra, a quel tempo ambasciatore a Parigi, nella quale, nonostante le diffidenze e l’antagonismo, spende parole di elogio per il generale nizzardo. << Ora mio caro Nigra ve lo dichiaro senza enfasi, io preferisco veder scomparire la mia popolarità, perdere la mia reputazione, ma veder fare l’Italia. Ora, per fare l’Italia in questo momento, non si deve porre in contrasto Vittorio Emanuele e Garibaldi. Garibaldi ha una grande forza morale, gode di un immenso prestigio non soltanto in Italia, ma soprattutto in Europa. Voi avete torto a mio parere quando dite che noi ci troviamo fra Garibaldi e l’Europa. Se domani io entrassi in conflitto con Garibaldi, sarebbe possibile che io avessi dalla mia parte la maggioranza dei vecchi diplomatici, ma l’opinione pubblica europea sarebbe contro di me, e l’opinione pubblica avrebbe ragione, perché Garibaldi ha reso all’Italia i più grandi servigi che un uomo le potesse rendere: egli ha dato agli italiani la fiducia in se stessi; egli ha provato all’Europa che gli italiani sapevano battersi e morire sui campi di battaglia per riconquistare una patria. Questi servigi tutti li riconoscono. Noi non possiamo entrare in lizza con Garibaldi che in due ipotesi: 1) se egli volesse trascinarci in una guerra con la Francia; 2) se rinnegasse il suo programma proclamando un sistema politico diverso dalla monarchia con Vittorio Emanuele. Fino a che egli sarà fedele alla sua bandiera, si deve marciare d’accordo con lui. Ciò non toglie che sarebbe sommamente desiderabile che la rivoluzione di Napoli si compisse senza di lui>>.fattiperlastoria storia risorgimento lettera cavour nigra garibaldi spedizione storiaitaliana history memes memes instagram storiacontemporanea instafollow

23 Days ago
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fattiperlastoria augura a tutti voi buon Natale con questa fotografia scattata il 25 dicembre del 1914, che immortala uno dei momenti della “tregua di Natale” che si svolse sul fronte occidentale durante la prima guerra mondiale. In tale occasione soldati tedeschi e francesi, in maniera spontanea e senza l’approvazione degli alti comandi, abbandonarono le proprie postazioni in trincea e fraternizzarono tra di loro brindando, fumando, cantando canzoni natalizie e giocando a pallone insieme. storia primaguerramondiale treguadinatale natale storiacontemporanea novecento auguri buonnatale merrychristmas history foto photography photo biancoenero blackandwhite instahistory historic historical instachristmas instaday

27 Days ago
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E’stata tumulata domenica scorsa nel santuario di Vicoforte, nel cuneese, la salma di Vittorio Emanuele III. Le spoglie dell’ex sovrano italiano sono così tornate in Italia a 71 anni di distanza dall’abdicazione e dall’esilio in Egitto. Vittorio Emanuele III divenne re d’Italia il 29 luglio del 1900, all’indomani della morte del padre Umberto I, ucciso a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci. Pare che il giovane sovrano, timido ed introverso, volesse rinunciare alla corona, ma alla fine, di fronte alla critica situazione venutasi a creare all’interno del paese, decise di accettare il ruolo per non essere accusato di viltà. Il lungo regno del "re sciaboletta"(uno dei tanti soprannomi affibbiatogli), che si concluse nel maggio 1946, è da decenni oggetto di studio non soltanto degli storici. A Vittorio Emanuele III sono state e continuano ad essere rimproverate soprattutto la scarsa fermezza dimostrata nei momenti cruciali della storia del paese, l'accondiscendenza con la quale accettò il regime fascista e la fuga precipitosa e poco reale che lo vide protagonista in occasione dell'armistizio dell'8 settembre 1943. Benito Mussolini, con il quale i rapporti durante tutto il ventennio fascista furono sempre segnati da una reciproca diffidenza, pronunciò in privato una frase sul sovrano molto dura ma che, allo stesso tempo, sembra fotografare in maniera chiara quella che fu la realtà di quegli anni: "Vittorio Emanuele è una vecchia gallina, bisogna levargli le penne ad una ad una perché non strilli!" fattiperlastoria storia re sovrano VittorioEmanueleIII Savoia novecento storiaitaliana history fotografia foto photography salma photoftheday instagram instahistory italia italy storiacontemporanea attualità re savoia dinastia instafollow instalike likes

30 Days ago
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22dicembre1947 L’Assemblea Costituente approva a scrutinio segreto, con 453 voti a favore e 62 contrari, la nuova carta costituzionale, che, il 27 dicembre, viene promulgata dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. La nuova Costituzione entrerà in vigore il primo gennaio 1948. fattiperlastoria accaddeoggi assembleacostituente storia costituzioneitaliana approvazione storiaitaliana assemblea repubblica novecento costituzione repubblicaitaliana history picoftheday instahistory italia italy italianhistory

30 Days ago
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LA PITTURA AL SERVIZIO DEL RE SOLE Nella logica dell'assolutismo di epoca moderna, l'arte e la scienza erano chiamate a porsi al servizio dei principi, che investivano importanti risorse nella cultura, affinché le proprie gesta e quelle della dinastia venissero esaltate a opera dei vari artisti e intellettuali. Tale politica venne attuata da tutti i più importanti monarchi dell'età dell'assolutismo, dai papi ai Medici, da Filippo II ai suoi eredi sul trono di Spagna, ma l'esempio più eclatante fu rappresentato dal regno di Luigi XIV, durante il quale il programma assolutistico delle monarchie moderne raggiunse la più compiuta realizzazione. Nel promuovere l'immagine pubblica e l'attività di governo del Re Sole un ruolo di rilievo venne svolto dall'Accademia di pittura, la cui direzione fu affidata nel 1663 al pittore Charles Le Brun. Di questa prestigiosa posizione Le Brun si avvalse per imporsi come creatore e supervisore di tutta la produzione artistica commissionata dalla monarchia. Particolarmente significativo è il ciclo di affreschi realizzato tra il 1679 e il 1684 e che decora la famosa "Galleria degli specchi" della reggia di Versailles. Gli innumerevoli affreschi rappresentano encomiasticamente le gesta politiche e militari compiute dal sovrano nella prima parte del suo regno: si passa dalla presa del potere del giovane Luigi, avvenuta subito dopo la morte del cardinale Mazzarino, all'impegno profuso a favore delle arti. L'affresco dal titolo "Il re incoronato dalle Grazie", che ha come obbiettivo quello di esaltare la decisione assunta da Luigi di governare da solo, senza più la mediazione di alcun ministro, raffigura il giovane re come un imperatore romano, in un contesto sereno e pacifico, sinonimo della tranquillità raggiunta dalla Francia grazie al buon governo del monarca. Un altro affresco intitolato "Il re accorda la sua protezione alle Belle Arti", celebra chiaramente il mecenatismo di Luigi XIV. fattiperlastoria approfondimento storia assolutismo arte LuigiXIV CharlesLeBrun Francia art pittura mecenatismo cultura culture history monarchia storiamoderna instaculture opere colori instahistory historic historical

32 Days ago
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20dicembre1989 Il presidente George Bush invade Panama per rovesciare il governo di Manuel Noriega. Ex collaboratore della CIA, poi accusato di traffico di droga e per questo entrato in rotta di collisione con l’amministrazione statunitense, Noriega aveva assunto il controllo del Paese nel 1986. Sorpreso dalle truppe americane si rifugia nella Nunziatura Vaticana e si arrende solo il 3 gennaio. Estradato negli Stati Uniti, nel 1992, Noriega viene condannato a 40 anni di carcere. fattiperlastoria accaddeoggi invasionepanama manuelnoriega georgebush panama statiuniti bush noriega storia history novecento instalike instafollow photoftheday photography photo color colori america followme follow4follow likes

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20dicembre1973 A Madrid, l’ETA misee a punto un attentato ai danni del primo ministro, Luis Carrero Blanco, stretto collaboratore e possibile successore del dittatore Francisco Franco. Con lui morirono l'autista ed un agente di scorta. La tecnica fu quella dell'utilizzo di una potentissima carica esplosiva piazzata in un tunnel sotto il livello della strada. La potenza dell'esplosione scaraventò l'automobile dell'ammiraglio spagnolo ad oltre 30 metri di altezza e scavalcò un palazzo per ricadere nel cortile interno dello stesso. Carrero muore per le ferite riportate. fattiperlastoria accaddeoggi eta attentato primoministro luiscarreroblanco madrid storia novecento storiacontemporanea history españa fotografia foto photography photo biancoenero blackandwhite instagram history picoftheday photoftheday instalike instafollow evening

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20dicembre1917 In Unione Sovietica viene fondata la Čeka. Antenata del KGB, è la prima polizia politica segreta voluta da Lenin e Dzeržinskij per combattere i nemici del nuovo regime bolscevico. In pochissimo tempo, grazie a infiltrazioni e operazioni di spionaggio, la Čeka riesce a eliminare gruppi controrivoluzionari ricorrendo anche a esecuzioni sommarie. Viene sciolta nel 1922. Dopo la Čeka si realizzò il GPU, successivamente l'NKVD e, infine, il KGB, predecessore dell'attuale FSB. fattiperlastoria accaddeoggi Čeka unionesovietica storia history novecento russia poliziadistato politica picoftheday immagine instahistory follows instalike storiacontemporanea spionaggio follow4follow like4like followme

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34 Days ago
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18dicembre1935 E’ la “Giornata della fede". Gli italiani sono invitati dal regime fascista a consegnare "alla Patria" le fedi nuziali e altri oggetti d'oro per sostenere la guerra in Etiopia. La cerimonia principale si svolse all'Altare della Patria a Roma. La prima a donare la propria fede unitamente a quella del marito fu la regina Elena del Montenegro. A essa seguirono Rachele Mussolini e numerose popolane di Roma. La moglie di Mussolini ricordò nelle sue memorie di aver inoltre donato mezzo chilo d'oro e due quintali e mezzo d'argento, frutto dei doni ricevuti dal marito come Capo di Stato. Nella sola Roma furono raccolti più di 250.000 anelli, a Milano furono circa 180.000. Molti personaggi autorevoli del tempo, anche fra chi non appoggiava il regime, descrivono la cerimonia come la massima espressione patriottica di massa italiana di tutti i tempi, e non mancarono i donatori illustri: dai reali (la Regina Elena dona la propria fede, il Re dei lingotti d'oro e il principe Umberto il Collare dell'Annunziata), a Guglielmo Marconi (la fede e la medaglia da senatore), Luigi Pirandello (la medaglia del Premio Nobel) e Gabriele D'Annunzio (la fede e una cassa d'oro). Luigi Albertini e Benedetto Croce donarono le medagliette da senatori. Anche le gerarchie ecclesiastiche invitarono il clero a prendere parte alla campagna. A coloro che donarono la propria fede d'oro venne data in cambio una fede di ferro che portava stampigliata la dicitura: ORO ALLA PATRIA - 18 NOV.XIV. In tutto il Paese si raccolsero 33.622 chili d'oro e 93.473 d'argento. Il fascismo potè così far fronte alle sanzioni economiche inflitte all’Italia dalla Società delle Nazioni. fattiperlastoria giornatadellafede oroallapatria fascismo guerrainetiopia storia novecento italia roma storiacontemporanea storiaitaliana guerra accaddeoggi oro patria fede rachelemussolini reginaelena regimefascista

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18dicembre1932 Con una solenne cerimonia alla presenza del Duce, viene inaugurata Littoria, l’attuale Latina. La fondazione della città è uno dei fiori all’occhiello della propagandata bonifica dell’Agro Pontino, e ultima città di fondazione nella vecchia Europa. A popolarla sono, per la maggior parte, coloni veneti, friulani ed emiliani. fattiperlastoria accaddeoggi fondazione littoria latina fascismo mussolini benitomussolini storia storiacontemporanea storiaitaliana città novecento fotografia biancoenero history

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18dicembre1865 Con l’approvazione del tredicesimo emendamento della Costituzione, in tutti gli Stati Uniti viene abolita la schiavitù. L’acquisizione delle libertà civili, da parte degli schiavi neri, coincide formalmente con la “Dichiarazione di emancipazione”, pronunciata dal presidente Abramo Lincoln il 1° gennaio 1863. Dopo due anni lunghi e dolorosi, con la firma del tredicesimo emendamento, il processo di liberazione degli schiavi è finalmente avviato. fattiperlastoria accaddeoggi abolizioneschiavitù statiuniti tredicesimoemendamento storia history schiavitù slavery freedom abramlincoln lincoln states storiacontemporanea

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Nella notte tra il 16 e il 17Dicembre1916 venne assassinato a San Pietroburgo il mistico russo Grigorij Efimovič Novy, ricordato da tutti col nome di Rasputin. Quest’ultimo era approdato per la prima volta alla corte dello zar Nicola II nel 1905, preceduto dalla sua enorme fama di miracoloso guaritore. Grazie agli effetti benefici che sin da subito era riuscito ad ottenere sull’emofilia che affliggeva il piccolo principe Alessio, il monaco era diventato un uomo di fiducia per la famiglia Romanov ed in particolar modo per la Zarina Alessandra. In seguito allo scoppio del primo conflitto mondiale, con lo zar lontano al fronte, Rasputin aveva aumentato notevolmente il proprio potere a corte, tanto da attirarsi l’ostilità di esponenti della casta militare e dell’aristocrazia nazionalista. Fu proprio una congiura ordita da alcuni nobili a decretare la sua fine: attratto in una trappola venne prima avvelenato con del cianuro, poi gli fu sparato un colpo di pistola ed infine il corpo venne colpito con numerose randellate e gettato nel Malaya Nevka. Rasputin ha rappresentato e rappresenta, senza alcun dubbio, una delle figure più enigmatiche e controverse di tutto il XX secolo. fattiperlastoria accaddeoggi storia novecento storiacontemporanea storiarussa Zar russia sanpietroburgo omicidio congiura stregone guaritore history fotografia immagini biancoenero instasunday instamorning instahistory

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16dicembre1942 Heinrich Himmler ordina la deportazione di tutti gli zingari, che vivono in Germania, nel campo di sterminio di Auschwitz. Ha così inizio “la soluzione finale” del supplizio gitano. Saranno circa 600 mila gli zingari uccisi durante la secondaguerramondiale . fattiperlastoria accaddeoggi heinrichhimmler deportazione zingari storia storiacontemporanea novecento himmler fotografia nazismo biancoenero history

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16dicembre1989 A Timişoara, la cittadinanza scende in piazza per protestare contro il tentativo del governo di trasferire con la forza il pastore protestante di origine ungherese, László Tőkés. La manifestazione diede l’avvio alla rivoluzione rumena, che portò alla caduta del regime comunista del dittatore Nicolae Ceausescu. Le proteste, sempre più violente, raggiunsero il culmine con il processo e l'esecuzione di Ceausescu e della moglie Elena. Negli altri paesi del blocco comunista dell'Europa orientale il passaggio alla democrazia avveniva in quegli anni in modo pacifico: la Romania fu l'unico Stato del Patto di Varsavia nel quale la fine del regime ebbe luogo in modo violento. fattiperlastoria accaddeoggi rivoluzionerumena timisoara manifestazione laszlotokes fineregimecomunista romania regime rivoluzione storia storiacontemporanea novecento ceausescu comunismo scatto

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16dicembre1987 Nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, a Palermo, si conclude il primo maxi processo alla mafia. Dopo tre mesi di udienze e 40 giorni di camera di consiglio, alle 19, 30 il presidente della Corte d' Assise Alfonso Giordano legge la sentenza. Dei 475 imputati, 19 vengono condannati con l’ergastolo, 339 ad altre pene. fattiperlastoria accaddeoggi maxiprocesso mafia sentenza ucciardone palermo storia giudici storiaitaliana novecento storiacontemporanea foto immagini giustizia

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15dicembre1961 Un tribunale per i crimini di guerra israeliano condanna a morte Adolf Eichmann per il suo ruolo nell'Olocausto. Ufficiale delle SS Eichmann fu il coordinatore e il responsabile della macchina delle deportazioni, colui che materialmente provvedeva a organizzare i convogli ferroviari che trasportavano i deportati verso Auschwitz. Eichmann fu dunque fino alla fine della guerra uno dei principali esecutori materiali dell'Olocausto, dirigendo personalmente le deportazioni degli ebrei ungheresi sino alla fine del 1944. Fu il padrone della vita e della morte di centinaia di migliaia di persone, ma non divenne mai membro dell'élite nazista e non ebbe mai, con suo grande rammarico, alcun peso in decisioni strategiche della politica o della guerra nazista, restando un efficiente ma oscuro burocrate, poco apprezzato anche dai suoi superiori e dai suoi commilitoni, che gli rimproveravano una moglie non ariana e l'inclinazione all'alcol e alle donne. Tuttavia la scarsa notorietà gli fornì, alla fine della guerra, la possibilità di far perdere le proprie tracce e nascondersi nelle campagne tedesche, dove rimase per cinque anni, prima di trovare rifugio, come molti altri nazisti, in Argentina. Eichmann nel giugno 1948 venne munito dal vicario di Bressanone, Alois Pompanin di documenti di identità falsi a nome Riccardo Klement, rilasciati dal Comune di Termeno e che asserivano la sua nascita nello stesso comune altoatesino. Le cose non andarono però come previsto da Eichmann e quello che sarebbe successo dieci anni dopo la sua fuga in Argentina era in qualche modo imprevedibile. Il figlio di Eichmann frequentava una ragazza tedesca, a cui si era presentato col suo vero cognome e con cui si lasciò andare ad affermazioni compromettenti sul mancato genocidio. La ragazza informò la famiglia, e nel 1957 il padre, Lothar Hermann, un ebreo ceco sfuggito all'olocausto, dopo aver collegato il cognome Eichmann a quello del criminale nazista ricercato in tutto il mondo, informò il procuratore tedesco Fritz Bauer che passò l'informazione al Mossad. (Completo su facebook ) fattiperlastoria storia novecento storiacontemporanea history eichmann olocausto fotografia

37 Days ago
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15dicembre1969 Muore l’anarchico Giuseppe Pinelli, schiantandosi al suolo dopo un volo dal quarto piano dell’edificio della questura di Milano. La morte, la cui dinamica non venne mai del tutto chiarita, avvenne mentre Pinelli veniva interrogato nella stanza del commissario Luigi Calabresi in relazione alle indagini sulla strage di piazza Fontana. La sera stessa della strage la polizia fermò 84 sospetti, tra cui Pinelli. Tre giorni dopo, il 15 dicembre, Pinelli si trovava ancora nel palazzo della questura. Erano abbondantemente scadute le 48 ore e il fermo era diventato illegale in quanto non convalidato dal magistrato. Sottoposto ad interrogatorio da parte di Antonino Allegra e del commissario Luigi Calabresi, oltre che quattro sottufficiali della polizia in forza all'Ufficio Politico, gli agenti Vito Panessa, Giuseppe Caracuta, Carlo Mainardi, Pietro Mucilli, ed un ufficiale dei carabinieri (in realtà era un agente del Sisdi, tenente Savino Lograno), quando dalla finestra dell'ufficio dove stava avvenendo l'interrogatorio precipitò dal quarto piano in un'aiuola della questura. Fu portato all'ospedale Fatebenefratelli, ma ci arrivò già morto. fattiperlastoria accaddeoggi giuseppepinelli morte stragedipiazzafontana milano storia storiacontemporanea storiaitaliana novecento biancoenero anarchismo fotografia pinelli

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INDAGINI E PROCESSI SULLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA Le indagini vennero orientate inizialmente nei confronti di tutti i gruppi in cui potevano esserci possibili estremisti; furono fermate per accertamenti circa 80 persone, in particolare alcuni anarchici del Circolo anarchico 22 marzo di Roma (tra i quali figura Pietro Valpreda) e del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano (tra i quali figura Giuseppe Pinelli). Secondo quanto dichiarato da Antonino Allegra, ai tempi responsabile dell'ufficio politico della questura, alla Commissione Stragi, gli arresti erano stati particolarmente numerosi e avevano interessato anche esponenti della destra estrema, con lo scopo di evitare che nei giorni seguenti questi individui, ritenuti a rischio, potessero dare vita a manifestazioni o altre azioni pericolose per l'ordine pubblico. Il 12 dicembre l'anarchico Giuseppe Pinelli (già fermato ed interrogato con altri anarchici nella primavera 1969 per alcuni attentati, successivamente rivelatisi invece di matrice neofascista), viene fermato e interrogato a lungo in questura. Il 15 dicembre, dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli precipita dal quarto piano della questura milanese e muore. L'inchiesta giudiziaria, coordinata dal sostituto procuratore Gerardo D'Ambrosio, individuò la causa della morte in un malore, in seguito al quale l'uomo sarebbe caduto da solo, sporgendosi troppo dalla ringhiera del balcone della stanza: l'autopsia non fu mai pubblicata e fu accertato durante l'inchiesta che il commissario Luigi Calabresi non si trovava nel suo ufficio al momento della caduta. Il 16 dicembre venne arrestato anche un altro anarchico, Pietro Valpreda, indicato dal tassista Cornelio Rolandi come l'uomo che nel pomeriggio del 12 dicembre era sceso dal suo taxi in piazza Fontana, recando con sé una grossa valigia. Rolandi ottenne anche la taglia di 50 milioni di lire disposta per chi avesse fornito informazioni utili. Valpreda fu interrogato dal sostituto procuratore...(post completo su facebook ) fattiperlastoria storia novecento storiacontemporanea storiaitaliana italia fotografia biancoenero indagini processo strage politica terrore piazzafontana history

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14dicembre1989 Si svolgono in Cile, le prime elezioni presidenziali libere dopo 16 anni di dittatura del generale Augusto Pinochet. Le elezioni sono il risultato di un referendum con cui il popolo cileno ha rifiutato a Pinochet un mandato per altri 6 anni. Le elezioni sono vinte al primo turno da Patricio Aylwin Azócar, candidato della coalizione di centro-sinistra. E’ il primo Presidente eletto democraticamente dopo il 1970. Con la nuova costituzione emanata nel 1988 venne stabilito che, attraverso un plebiscito, si sarebbe deciso se Pinochet sarebbe potuto rimanere in carica ancora per un altro mandato come presidente della Repubblica. Il Plebiscito cileno del 1988 fu sfavorevole a Pinochet, e portò alle prime elezioni democratiche del 14 dicembre 1989. Pinochet lasciò ufficialmente la presidenza l'11 marzo 1990, ma nella nuova democrazia l'ex dittatore mantenne comunque la carica di comandante supremo delle forze armate. fattiperlastoria accaddeoggi elezionidemocratiche cile finedittatura pinochet patricioaylwinazocar storia politica storiacontemporanea novecento fotografia foto

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14dicembre1981 Israele si annette l’altopiano del Golan, territorio di confine conteso con la Siria e occupato nel 1967 dopo la Guerra dei Sei giorni. Con l’approvazione della Legge delle Alture del Golan, la zona è posta sotto l'amministrazione e la giurisdizione israeliana. Questa scelta è stata condannata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la Risoluzione 497, che ha definito la decisione israeliana di imporre le sue leggi, la sua amministrazione e la sua giurisdizione sulle alture del Golan "nulla e priva di ogni rilevanza giuridica internazionale". La maggior parte dei non ebrei residenti sulle alture del Golan, soprattutto drusi, rifiuta di rinunciare alla cittadinanza siriana per assumere quella israeliana. Dal 1967 il termine è utilizzato generalmente per riferirsi a quella porzione di territorio conquistata da Israele ai danni della Siria durante la guerra dei sei giorni, dell'estensione di circa 1.200 km² dalle pendici meridionali del Monte Hermon alla riva meridionale del lago di Tiberiade fino al confine con la Giordania. Il territorio è de iure appartenente alla Siria, mentre de facto è occupato militarmente e amministrato da Israele che ha proceduto alla sua annessione unilaterale e non riconosciuta dalle Nazioni Unite. Siria e Israele non vi hanno scontri militari dal 1974. Nel 2008 sono stati avviati dei contatti tra le amministrazioni siriana ed israeliana per portare a termine il contenzioso. fattiperlastoria accaddeoggi annessione altopianodelgolan israele leggedellealturedelgolan storia history novecento

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13dicembre1545 Inizia il Concilio di Trento, 19° ecumenico della Chiesa Cattolica, indetto da papa Paolo III. Il concilio di Trento durò ben 18 anni, dal 1545 al 1563, sotto il pontificato di tre papi. Il concilio non riuscì nel compito di ricomporre lo scisma protestante e di ripristinare l'unità della Chiesa, ma si risolse in una serie di affermazioni tese a ribadire la dottrina cattolica che Lutero contestava. Venne fornita una dottrina organica e completa sui sacramenti e si specificò l'importanza della cooperazione umana e del libero arbitrio nel disegno di salvezza. Con questo concilio venne definita la riforma della Chiesa cattolica (Controriforma) e la reazione alle dottrine del calvinismo e del luteranesimo (Riforma protestante). fattiperlastoria accaddeoggi concilioditrento controriforma chiesacattolica trento storia history cinquecento

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13dicembre1981 In Polonia, con l’aggravarsi della crisi economico-politica, il generale Jaruzelski proclamò la legge marziale e divenne il capo del Consiglio Militare di Salute Nazionale. Si trattò di un vero e proprio colpo di stato. Tutte le organizzazioni politiche vennero sciolte e Lech Walesa, leader del movimento sindacale Solidarnosc, venne arrestato e internato per undici mesi. Anche se la legge marziale fu revocata nel 1983, molti dei prigionieri politici non vennero rilasciati fino all'amnistia generale del 1986. fattiperlastoria accaddeoggi colpodistato generalejaruzelski leggemarziale polonia storia history biancoenero

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12dicembre1969 Una bomba esplode nella sede milanese della Banca Nazionale dell'Agricoltura causando 17 morti e 88 feriti. L'esplosione avvenne alle 16:37, quando nel grande salone del tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo. L'episodio passa alla storia con il nome di strage di piazza Fontana. La strage della Banca dell'Agricoltura non fu la più atroce tra quelle che hanno insanguinato l'Italia, ma diede avvio al periodo stragista. Nel corso degli anni, nonostante diverse inchieste, non sono stati accertati né i nomi dei mandanti né quelli degli esecutori materiali dell'attentato. fattiperlasto accaddeoggi stragedipiazzafontana bancanazionaleagricoltura milano storia history fotografia foto biancoenero strage storiaitaliana storiacontemporanea

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<< Lo storico è un profeta che guarda all'indietro.>> fattiperlastoria storia storico storicotedesco Schiller FriedrichSchiller frasestoricadelgiorno history historic dipinto ritratto colori painting instahistory historia

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"Nel nostro secolo gli uomini hanno acquistato più luce da un capo all'altro dell'Europa, che non in tutte le epoche precedenti". (Voltaire) Ci sono opere d'arte, come questa del pittore francese CharlesGabrielLemonnier, che trascendono la semplice bellezza artistica e che possono rappresentare a tutti gli effetti fonti storiche di notevole rilievo. Nel dipinto, commissionato nel 1814 dalla prima moglie di Napoleone, Joséphine de Beauharnais, è ritratto il salotto di Madame Geoffrin, uno dei posti più frequentati da filosofi, artisti, letterati e scienziati negli anni d'oro dell'Illuminismo. Tra gli innumerevoli ospiti, tutti riuniti intorno al busto di Voltaire e impegnati nella lettura della tragedia "L'orfano della Cina", sono presenti anche Rousseau, Montesquieu, Diderot e D'Alembert. fattiperlastoria storia illuminismo Francia dipinto settecento history incontro salotto scienziati filosofi artisti letterati lumi colori arte art raffigurazione storiamoderna picoftheday immaginedelgiorno

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11novembre1994 Inizia la prima guerra cecena. Conosciuta anche come guerra di Cecenia, venne combattuta tra Russia e Cecenia dal 1994 al 1996 e finì con la dichiarazione d'indipendenza della Cecenia dalla Russia e la nascita della Repubblica Cecena d'Ičkeria. Le forze armate russe lanciarono un attacco missilistico su Groznyj, con l'obiettivo di conquistare rapidamente la città ed ottenere quindi una decisiva vittoria strategica, al fine di riportare la secessionista Repubblica cecena di Ichkeria sotto il controllo della federazione. La diffusa demoralizzazione delle forze federali e la quasi universale opposizione dell'opinione pubblica russa riguardo al conflitto, portarono il governo di Boris El'cin a dichiarare il cessate il fuoco nel 1996 e a siglare un trattato di pace l'anno seguente. fattiperlastoria accaddeoggi primaguerracecena assediodigroznyj cecenia russia storia novecento storiacontemporanea history guerra war macerie

41 Days ago
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L'11dicembre1936 Re Edoardo VIII del Regno Unito abdicò. Nel 1936 una crisi costituzionale nell'Impero britannico fu causata dall'intenzione del re Edoardo VIII di sposare Wallis Simpson, una donna americana che era divorziata dal primo marito e stava divorziando anche dal secondo. Al matrimonio si opposero i governi del Regno Unito e dei dominions del Commonwealth britannico sollevando obiezioni religiose, giuridiche, politiche e morali. Come monarca britannico, Edoardo era il capo nominale della Chiesa anglicana, la quale non permetteva alle persone divorziate di risposarsi se i loro ex coniugi erano ancora vivi; così si diffuse la notizia che Edoardo non avrebbe potuto sposare Wallis Simpson e rimanere sul trono. Wallis Simpson venne giudicata politicamente e socialmente inadatta come consorte a causa dei suoi due matrimoni falliti. L'opinione che si era diffusa tra il pubblico sosteneva che la donna fosse spinta dall'amore per il denaro e dalla posizione sociale piuttosto che dall'amore per il re. Nonostante l'opposizione, Edoardo dichiarò di voler sposare la Simpson con o senza l'approvazione dei suoi governi, ma la mancanza di volontà di accettare la Simpson come consorte del re portò alla sua abdicazione nel dicembre 1936. Egli rimane l'unico monarca britannico ad avere volontariamente rinunciato al trono. Edoardo VIII abdicò a favore di suo fratello, il principe Alberto, che diventò re con il nome di Giorgio VI. Edoardo sposò Wallis Simpson l'anno successivo e rimasero sposati fino alla morte del duca di Windsor avvenuta 35 anni dopo. fattiperlastoria accaddeoggi edoardoVIII abdicazione regnounito sovrano monarchia fotografia foto biancoenero storia history novecento inghilterra storiainglese

41 Days ago